Autore Topic: Quale città vogliamo ?  (Letto 2832 volte)

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Royal Moore

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Quale città vogliamo ?
« il: 05 Gennaio 2008, 12:10:57 »
Dal Corriere di Oggi:


I costi per comuni e aziende
Fenomeno graffiti: 75 milioni di danni
Milano è la capofila della repressione, Bologna invoca il codice penale. Torino pioniera del «writing» legalizzato


Si amano da morire e impugnano una bomboletta spray. Lui 15 anni, lei 13. Per suggellare un sentimento eterno, scelgono una vernice verde. E un muro che ha 1.500 anni di storia. La scritta: «Ti amo più di ieri e meno di domani». Mercoledì scorso, tardo pomeriggio, centro di Ravenna, la polizia blocca i due ragazzini che balbettano di fronte alla domanda: «Ma lo sapete cosa avete imbrattato?». È un muro vicino alla basilica di San Vitale, la più importante architettura bizantina in Occidente. Il quindicenne sarà processato dal Tribunale per i minori di Bologna.

I danni
Ci sono anche i giovani innamorati di Ravenna dietro i milioni di scritte, tags, disegni e murales che colorano (o sporcano) i muri delle città italiane. Dice una ricerca della polizia municipale di Milano: un ragazzino su due, tra i 13 e i 18 anni, almeno una volta si è esercitato su un muro con una bomboletta o un pennarello. Graffiti che dilagano. E costano. I maggiori Comuni italiani spendono una cifra vicina ai 25 milioni di euro l'anno per ripulire le facciate dei palazzi e sistemare le aree pubbliche vandalizzate. Le aziende dei trasporti locali sono le più colpite. Semplice: i treni sono tavolozze che portano le opere — o le porcherie — in giro per la città, le metropolitane hanno il fascino dell'ambientazione underground, i finestrini di tram e bus sono ideali per una tendenza estrema, l'incisione con la punta di diamante. La sostituzione dei vetri costa all'Atm milanese 2 milioni e mezzo l'anno. Sommando le spese di aziende di trasporto, ferrovie, soprintendenze e privati, se ne vanno almeno altri 50 milioni di euro tra danni e ripuliture.

A ciascuno il suo
Gli studenti di Sociologia della devianza dell'università di Bologna sono scesi in strada e li hanno contati. Carta e penna, in poco più di una settimana hanno scandagliato i muri dei quartieri San Vitale e Reno. A fine dicembre il Corriere di Bologna ha pubblicato i risultati della ricerca: 1.713 «opere» censite. Ma quel che conta è la proporzione: 119 graffiti ogni cento abitanti, più di uno a testa. Con un livello allarmante di proliferazione. Perché a settembre il Comune aveva speso 21 mila euro per ripulire proprio le strade prese in esame dagli studenti. Vuol dire che quei graffiti (per il 90 per cento scritte e tags che ben poco hanno di artistico) sono comparsi in tre mesi, a un ritmo di circa 20 al giorno. Per le altre città è difficile avere numeri. Solo su Milano c'è una stima di Assoedilizia, secondo cui i palazzi imbrattati sarebbero più di 40 mila. Altre statistiche dicono che Milano e Roma conterebbero un contingente di circa 2 mila graffitari a testa, a Bologna sono un migliaio. Per capire la diffusione del fenomeno ci si può rivolgere ai commercianti. Nel capoluogo lombardo si vendono 20 mila bombolette da writer ogni sei mesi, ogni «boccia» (come le chiamano a Roma) costa intorno ai 3 euro e mezzo.

I progetti
Graffitari, mondo sfuggente. Difficile da classificare: raccoglie imbrattatori da quattro soldi e artisti approdati ai musei, dodicenni e quarantenni, anarchici e neonazisti, ultrà e studenti innamorati. Mentre i critici d'arte dibattono (opere o vandalismo?), i Comuni vacillano: Milano è la capofila della repressione, ma allo stesso tempo organizza la più grande mostra italiana sul graffitismo ( Sweet art, street art); il sindaco Cofferati minaccia il «ricorso al codice penale»; Torino è pioniera del dialogo e del writing legalizzato; Roma cerca di mettere insieme le due vie, e per il 31 gennaio ha organizzato in Campidoglio un seminario tra città italiane ed europee. Sul primo fronte, mezza Italia guarda al modello Torino. Si parte da un presupposto: «Esiste una creatività alla quale è interessante dare spazio», spiega l'assessore al Decoro urbano, Ilda Curti. Con un'avvertenza: «A patto di concordare modalità e luoghi». Così, nel 2000, è nata Murarte. Concessione di muri, patentini per i writer, privati che offrono capannoni da dipingere. Il comandamento: distinguere tra espressione estetica e vandalismo puro. Dialogare da una parte e reprimere dall'altra. È quel che cerca di fare anche Roma, con due progetti: cROMiAe e Roma magistra artis. Il secondo è dedicato alle scuole superiori, ma anche medie «perché — spiegano dagli uffici del Decoro urbano — i ragazzini iniziano con le bombolette anche a 10-11 anni». Il risultato del dialogo sono tre spazi pubblici (fermata metrò Laurentina, stazione Tuscolana e sottopasso di San Lorenzo) riqualificati dai graffitari. Dal grigio in abbandono all'esplosione del colore. Dall'altra parte c'è Milano. Che nonostante la provocazione dell'assessore Vittorio Sgarbi («I graffiti del centro sociale Leoncavallo sono la cappella Sistina dei nostri tempi »), resta la capitale della tolleranza zero. Una squadra speciale di vigili per dare la caccia ai writer. La sede della neonata Associazione nazionale antigraffiti. Ma anche l'avanguardia della ripulitura. Il modello lombardo ha prodotto la campagna I lav Milan, attraverso la quale sono stati ripuliti oltre 14 mila palazzi privati in 3 anni. L'Amsa (municipa-lizzata della nettezza urbana) offre una prima pulizia gratis, dopo si paga per la manutenzione. Ma solo il 20 per cento dei palazzi aderisce alla fase due, offerta a prezzi scontatissimi. Il furore antigraffiti si spegne quando c'è da aprire il portafogli.

Gianni Santucci
05 gennaio 2008
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

speranza_34

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #1 il: 06 Gennaio 2008, 09:07:34 »
 Va beh....Bologna NON fa testo, è una città di studenti,  ovvio che il fenomeno abbia proporzioni molto significative...ma non è situazione da generalizzare....

L'idea di "ingabbiare" i writers dando lor uno spazio  si cui sfogarsi mi sembra una bella contraddizione in termini: se scrivo per liberarmi, scrivo dove CAVOLO voglio io, mica dove tu magnanimamente me lo consenti!
Demo ah!

Poi: Writers non equivale da ARTISTA: mica tutti sono Keith Haring, anche se Sgarbi deve pure uscire con lue trovate mediatiche, come critico d'arte lo sa benissimo pure lui

Come il punkabbestia (perlatro detti in città " Bancabbestia", vista l'estrazione sociale e il reddito della famiglia di provenienzadei tipi con cane mega superrazza che pisciano su tutte le colonne di Bologna rendendo certe zone irrespirabili, ma i loro padroni pisciano di piu' date la quantità di birra che ingurgitano) anche questo fenomeno ha un suo andamento tendenza...tranne appunto epr alcune realtà come Bologna che pero' ripeto non è una citta "normale"

Personalmente LI PAGHEREI IO i writers, purchè colorassero lo schifo di treni che abbiamo, se solo Trenitalia provvedesse a rendere decenti all'interno, dove su certi sedili trovi altro che il tetano :BangHead:

iò che non ci uccide ci rafforza

granseola

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #2 il: 06 Gennaio 2008, 10:27:45 »



Poi: Writers non equivale da ARTISTA: mica tutti sono Keith Haring, anche se Sgarbi deve pure uscire con lue trovate mediatiche, come critico d'arte lo sa benissimo pure lui

Come il punkabbestia (perlatro detti in città " Bancabbestia", vista l'estrazione sociale e il reddito della famiglia di provenienzadei tipi con cane mega superrazza che pisciano su tutte le colonne di Bologna rendendo certe zone irrespirabili, ma i loro padroni pisciano di piu' date la quantità di birra che ingurgitano)



grande Speranza.....che ridere con bancabbestia.....
per l'articolo e' sempre la solita storia....come si fa ad associare la scritta "franco tvttbbbbbb" o le varie scritte che odio di piu' (le parole che contengono trenta k) con una mostra bellissima come "street art,sweet art"( stupendo il catalogo curato da Alessandro Riva per skira edizioni)

visto che come al solito si tende a banalizzare,
 ho un dubbio....sono considerati writer anche le centinaia(?!decine ,dai) di genialoidi che scrivono veneto libero ,forza etna o altre amenita' su casoni,in autostrada ecc ecc e attaccano manifesti della lega ovunque???

tra i tanti artisti che preferisco:
http://www.eron.it/Hip_hop_frames___.html  (rimini)
http://www.mynameiscapo.it/2007.html         (mestre)
http://www.joys.it/JOYS.html
La Lotta Armata Al Bar

granseola

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #3 il: 06 Gennaio 2008, 10:29:07 »
 
grande Speranza.....che ridere con bancabbestia.....
per l'articolo e' sempre la solita storia....come si fa ad associare la scritta "franco tvttbbbbbb" o le varie scritte che odio di piu' (le parole che contengono trenta k) con una mostra bellissima come "street art,sweet art"( stupendo il catalogo curato da Alessandro Riva per skira edizioni)

visto che come al solito si tende a banalizzare,
 ho un dubbio....sono considerati writer anche le centinaia(?!decine ,dai) di genialoidi che scrivono veneto libero ,forza etna o altre amenita' su casoni,in autostrada ecc ecc e attaccano manifesti della lega ovunque???




« Ultima modifica: 06 Gennaio 2008, 10:34:53 da strifu »
La Lotta Armata Al Bar

Royal Moore

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #4 il: 06 Gennaio 2008, 14:53:23 »

grande Speranza.....che ridere con bancabbestia.....
per l'articolo e' sempre la solita storia....come si fa ad associare la scritta "franco tvttbbbbbb" o le varie scritte che odio di piu' (le parole che contengono trenta k) con una mostra bellissima come "street art,sweet art"( stupendo il catalogo curato da Alessandro Riva per skira edizioni)

visto che come al solito si tende a banalizzare,
 ho un dubbio....sono considerati writer anche le centinaia(?!decine ,dai) di genialoidi che scrivono veneto libero ,forza etna o altre amenita' su casoni,in autostrada ecc ecc e attaccano manifesti della lega ovunque???


Concordo senz'altro sul dover distinguere, il problema è che di artisti writer ce ne sono ben pochi, tutto il resto è fatto di mentecatti mentali che devono lasciar traccia del loro passaggio (geroglifici, pisciate, vandalismo in genere) per convincersi di esistere, e di questi si parla quando si lamentano i 75 milioni di danni arrecati.
Concordo con speranza sulla sciocchezza del credere che basti assegnar loro degli spazi per eliminare il fenomeno, questi lo fanno per "esser contro" a prescindere, per assurdo basterebbe dir loro che possono "spegazzare" dove vogliono perchè non lo facciano più. La sindrome del bastian contrario, insomma.

IL problema delle città è che queste scritte, ripeto, per il 90% senza alcuna valenza se non quella di voluto degrado, sono talmente diffuse da cambiar letteralmente volto a molti angoli urbani. 
Ci stanno bene città, anche di valore storico, sfregiate in questo modo o pensiamo che si debba cercar di por rimedio ad un simile andazzo ?  Questo è il quesito di fondo ?
E, se dobbiamo far qualcosa, cosa facciamo ?  Sul piano sanzionatorio ovviamente, per l'educazione occorrono generazioni.
« Ultima modifica: 06 Gennaio 2008, 14:56:01 da G.O. »
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

Takuan

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #5 il: 07 Gennaio 2008, 20:34:07 »
Il nostro e' il paese dell sanzioni pesanti e dei controlli leggeri.  :dontknow:
In altre parole, le leggi ci sono, ma non c'è quasi mai la possibilità o la voglia di applicarle.

Secondo il codice penale, le pene per deturpamento e imbrattamento di beni con valore artistico sono l'ammenda da 103 euro fino a 1.032  o la reclusione fino a un anno.
In quasi tutti i regolamenti comunali (non so in quello di San Donà) le sanzioni per l'imbrattamento sono da € 50 in su.

Potrebbe essere più che sufficiente...

 :-\ :-\ :-\

Comunque se becco Katal, che mi ha rovinato la targa di plexiglas nuova, gli faccio un c**o cosi'! Altro che multa!
 ;D ;D ;D ;D

G.O.: hai ragione per l'educazione ci vogliono generazioni... Ma e' l'unico modo. Purtroppo, per quanto riguarda il nostro bel paese non vedo un roseo futuro in questo senso.

Royal Moore

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #6 il: 08 Gennaio 2008, 11:58:21 »
Concordo sul fatto che in questo malaugurato paese le leggi siano solo delle opzioni.
Abbiamo plurimi esempi di leggi inspiegabilmente inapplicate, ricordate le cinture di sicurezza ?
Per anni ci siamo tacitamente distratti dalle cinture di sicurezza ma potrei citare le luci sulle biciclette, voi vedete forse qualche bicicletta di sera che abbia le luci regolamentari ?
L'80/90% delle bici circolanti di sera non ha nemmeno la sigaretta accesa altro che luci e nessuno che si ponga il problema salvo poi fare puntate di Porta a Porta al primo caso di incidente mortale, magari al figlio di qualche personaggio in vista.

Quindi, Katal o non Katal, si tratta solo di volontà politica di contrastare il fenomeno e non mi pare che dalle nostre parti se ne veda molta, ora poi che abbiamo telecamere ovunque mica occorre beccarli tutti, basta qualcuno a mo' di esempio.
Personalmente poi non gli metterei neanche la multa, semplicemente lo condannerei a due ore di lavoro al giorno per sei mesi per pulire i muri della città. Semplice no ? Quando ne hai beccati due o tre hai la città in ordine e senza spese per la comunità.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

merovingio

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #7 il: 14 Gennaio 2008, 10:14:20 »
Va beh....Bologna NON fa testo, è una città di studenti,  ovvio che il fenomeno abbia proporzioni molto significative...ma non è situazione da generalizzare....

L'idea di "ingabbiare" i writers dando lor uno spazio  si cui sfogarsi mi sembra una bella contraddizione in termini: se scrivo per liberarmi, scrivo dove CAVOLO voglio io, mica dove tu magnanimamente me lo consenti!
Demo ah!

ma perchè ingabbiare scusami? se dai uno spazio per loro c'è rispetto anche per tutto il resto della comunità che non ha interesse a vedere un muro artisticamente segnato.

Inoltre la libertà di questi ragazzi che rispetto corrisponde a un sacco di soldi degli altri per pulire i muri. Anche perchè trovo assurdo ripristinare un muro dove un writer ha fatto qualcosa di veramente bello.
C'è un writer famosissimo inglese di cui non ricordo il nome che è veramente un fenomeno e ogni suo graffito è veramente qualcosa di straordinariamente intelligente. Certo io non saprei manco fare una linea di colore dritta ma vedermi scritto sui muri katal mi fa un po pena...senza offesa per nessuno ovviamente.

Royal Moore

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #8 il: 14 Gennaio 2008, 10:55:33 »
E infatti non faremo mai un passo in avanti finché continueremo a confondere gli sporcamuri (98%) con chi fa qualcosa di artisticamente valido (Katal sul tabellone dell'Astra lo aveva anche fatto).
Chi protesta contro il degrado lo fa esclusivamente contro gli sporcamuri, questo dobbiamo capire, ed è una pia illusione quella di risolvere il problema concedendo loro degli spazi appositi perché lo fanno solamente per il gusto della trasgressione, che in questo caso verrebbe a mancare.
L'unica cosa che funziona è una sana repressione ma ci facciamo mille problemi a reprimere perché crediamo che sia una cosa incivile, antidemocratica, fascista (sob!).
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

angelo

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #9 il: 14 Gennaio 2008, 11:03:43 »
Speranza perchè non offri a katal i muri esterni della tua abiitazione indicando in questo sito dove abiti.
Avrai la fortuna di avere a titolo gratuito dei magnifici murales come ad Orgosolo e Sarmede.
E tu Katal non deludermi! Voglio un'opera d'arte,mi traccomando.
 :hello2: :hello2: :hello2: :hello2:
« Ultima modifica: 14 Gennaio 2008, 11:05:40 da angelo »

granseola

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #10 il: 14 Gennaio 2008, 11:26:23 »

C'è un writer famosissimo inglese di cui non ricordo il nome che è veramente un fenomeno e ogni suo graffito è veramente qualcosa di straordinariamente intelligente. Certo io non saprei manco fare una linea di colore dritta ma vedermi scritto sui muri katal mi fa un po pena...

quoto Fudo....
l'artista inglese si chiama BANKSY...
http://www.banksy.co.uk/menu.html
La Lotta Armata Al Bar

granseola

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #11 il: 14 Gennaio 2008, 11:31:16 »
Speranza perchè non offri a katal i muri esterni della tua abiitazione indicando in questo sito dove abiti.
Avrai la fortuna di avere a titolo gratuito dei magnifici murales come ad Orgosolo e Sarmede.
E tu Katal non deludermi! Voglio un'opera d'arte,mi traccomando.
 :hello2: :hello2: :hello2: :hello2:
COME gia' detto ,cerchiamo di distinguere arte da vandalismo o esibizionismo.
la scritta dove c'e' l'astra e' carina solo perche' il pannello che chiudeva il cinema era orribile da vedere...quindi come tante cose scegliamo il meno peggio.....
per me non c'e' nessuna differenza tra katal,magic  o chi per lui e un manifesto o adesivo della lega  attaccato fuori spazio
La Lotta Armata Al Bar

merovingio

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #12 il: 14 Gennaio 2008, 12:15:28 »
quoto Fudo....
l'artista inglese si chiama BANKSY...
http://www.banksy.co.uk/menu.html

è lui...io sono forse un prila ma davanti a lavori del genere metterei in bacheca il muro per preservarlo...

Certo come lui non ce ne sono tanti ma è importante capire la differenza tra un writer generico e un vero artista...pagherei per avere un muro "imbrattato" da Bansky!!

angelo

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #13 il: 14 Gennaio 2008, 13:55:35 »
In questo sito potete ammirare alcune opere di Bansky.
http://images.google.it/images?q=banksy&hl=it&rlz=1T4GFRB_itIT218IT218&um=1&ie=UTF-8&sa=X&oi=images&ct=title
Attendo i vostri commenti.

granseola

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Re: Quale città vogliamo ?
« Risposta #14 il: 14 Gennaio 2008, 19:55:34 »
si,angelo,sono le stesse che puoi ammirare(in miglior definizione e con il suo manifesto) nel sito che ho scritto sopra
La Lotta Armata Al Bar