hmmm
e perchè non pensare che se posto di fronte agli effetti delle sue scelte il consumatore sia in grado di orientare l'offerta verso prodotti/imballaggi piu' sostenibili? In qualità di consumatore mi riconosco una certa intelligenza ed una certa responsabilità, e non credo di essere una mosca bianca. Sta succedendo, in molti settori: dall'auto, dove la corsa alle ibride e' un dato di fatto, al mobile, dove aziende come valcucine hanno riconosciuto la domanda di mobili e processi produttivi a basso impatto ecologico e stanno vendendo. Lago, azienda che produce mobili in provincia di Pd, ricicla cartone vecchio per gli imballaggi e riusa carte e cartoni usati dai bambini delle scuole elementari (con notevoli effetti estetici, visto che i cartoni hanno i disegnetti dei ragazzini). Apple, crocifissa piu' volte da greenpeace, sta velocemente diventando uno dei produttori di computer piu' verdi in circolazione. Non sono eccezioni: per quanto si guardi alle aziende brutte e cattive, i casi si moltiplicano. Sono filantropi? No, per niente, fanno business. Hanno visto che la questione ecologica sta, abbastanza velocemente, diventando un fattore importante anche nelle nostre scelte di consumo e da buone aziende inseguono la domanda sui suoi terreni.
Legiferare sui cartoni mi parrebbe difficile e controproducente: un'altra legge, l'ennesima, magari approvata in tempi lunghissimi. Il tutto fondato sulla figura del consumatore come caprone idiota e irresponsabile e dell'azienda disonesta e corrutrice. Che io sappia il trend nel packaging va verso la riduzione, in virtù dei costi logistici legati al fatto che molti dei prodotti che acquistiamo vengono fabbricati in Cina: piu' cartone significa meno prodotto sul container.