Autore Topic: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!  (Letto 3877 volte)

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #60 il: 24 Maggio 2008, 13:17:54 »
da Repubblica online:

Si punta ai impianti di terza generazione per coprire il 10% dei consumi nazionali

Quattro centrali entro il 2020
Ecco il piano nucleare dell'Enel


Una legge delega, poi l'individuazione dei siti e dell'area per lo stoccaggio
Per la gestione anche l'opzione del consorzio con le altre aziende produttrici


di MARCO PATUCCHI

ROMA - Quattro centrali di terza generazione che nel 2020 copriranno almeno il 10% dei consumi di energia in Italia, vale a dire 6000 megawatt, più il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive. Un progetto gestito o dalla sola Enel o da un consorzio guidato dal gruppo pubblico e composto dalle altre aziende produttrici (Edison, Eni, Sorgenia, le ex municipalizzate...) e dalle industrie energivore. Il tutto in un quadro normativo certo e definito.

La "ricetta" dell'Enel per il ritorno al nucleare è ormai pronta: l'amministratore delegato del colosso elettrico, Fulvio Conti, la presenterà al governo nei prossimi giorni consegnando un piano articolato al quale i tecnici del gruppo lavorano ormai da qualche mese e che, ora, si inserirà nel solco dell'accelerazione impressa dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. "Entro cinque anni la prima pietra delle nuove centrali nucleari italiane", è l'impegno del ministro annunciato giovedì all'assemblea di Confindustria, e il progetto dell'Enel stima una tabella di marcia teorica che si spalma su nove anni: due per l'allestimento del contesto normativo, due per l'iter delle autorizzazioni, quattro per la costruzione e uno da conteggiare per eventuali ritardi in corso d'opera.

La tecnologia indicata è quella del nucleare di "terza generazione migliorata", dal momento che i vertici dell'Enel non vedono prospettive temporali praticabili per le centrali di quarta generazione (quelle, per intenderci, che non produrranno scorie radioattive); verrebbe sfruttata al meglio, inoltre, la competenza tecnologica acquisita dagli uomini del gruppo nel corso degli ultimi anni al di fuori dall'Italia, ovvero in Slovacchia attraverso la Slovenske Elektrarne, in Spagna attraverso l'Endesa e in Francia con la partecipazione al progetto Epr.

Il piano si dispiega su tre livelli. Innanzitutto quello normativo, con la previsione di una legge delega che fissi il contesto nel quale poi collocare singoli provvedimenti su autorizzazioni e controlli. "Una legge - è la tesi espressa a più riprese da Conti - che, modificando il titolo V della Costituzione (ripartisce le competenze tra Stato ed enti locali, ndr) presenti a Comuni e Regioni un percorso ben definito. Si tratterebbe, in sostanza, di riportare le scelte strategiche al livello più alto della politica, cioè al Parlamento e non alla singola amministrazione locale, completando inoltre la filiera del nucleare con il collegamento a università e alla ricerca".

Il secondo livello del progetto riguarda l'identificazione delle zone del Paese dove dislocare le centrali e il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive. Enel nel documento non fa nomi, lasciando la scelta ad una parte terza - dunque, governo e Parlamento - alla quale vengono comunque sottoposti i criteri classici di valutazione utilizzati a livello internazionale (rischi sismici e di esondazione, densità abitativa). In questo senso, la pole position spetterebbe ai territori che già ospitano impianti nucleari (quelli realizzati e poi disattivati dal referendum del 1987 - Latina, Trino, Garigliano, Caorso - o bloccati in corso d'opera, come Montalto), mentre per quanto riguarda il sito di stoccaggio delle scorie, i ragionamenti dei tecnici non escludono la scelta di un impianto provvisorio, lasciando inoltre sul tavolo sia l'opzione dell'interramento che quella del deposito in superficie.

Terzo livello, infine, sugli aspetti finanziari. Il piano non fissa una stima certa sul costo complessivo del progetto, mettendolo in relazione alle varie opzioni tecnologiche attualmente a disposizione dell'Enel: da quella nipponico-americana della Westinghouse (utilizzata in Spagna), a quella francese dell'Epr, a quella russa presente in Slovacchia. Stesso discorso per il problema delle coperture assicurative e delle formule di finanziamento. Un'aleatorietà finanziaria che caratterizza il piano di Enel, ma non il report diffuso ieri da Ubs: secondo la banca svizzera, l'approdo dell'Italia al nucleare entro il 2020-23 comporterebbe per il gruppo controllato dal ministero dell'Economia un aumento del valore nominale di 2 miliardi di euro ogni 1.000 megawatt di potenza installata. Vale a dire un beneficio di 0,1 euro ad azione per i soci Enel.


(24 maggio 2008)

Hobbit

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #61 il: 04 Giugno 2008, 23:53:27 »
Repubblica.it

Fuoriuscita di liquido dall'impianto di raffreddamento a Krsko, 130 km da Trieste
La Ue lancia l'allerta per tutta Europa, dopo qualche ora l'allarme rientra
Fuga in centrale nucleare slovena
L'Europa rivive l'incubo di Cernobyl


BRUXELLES - Il timore di un'altra Cernobyl scuote per qualche ora tutta l'Europa. Nel pomeriggio la Commissione europea lancia l'allerta in tutta il territorio dell'Unione per un incidente verificatosi in una centrale nucleare in Slovenia. Poco dopo arrivano le rassicurazioni della società che gestisce l'impianto e quelle di Bruxelles. E in tarda serata l'esecutivo comunitario conferma che "l'allarme è rientrato".

L'incidente avviene nella centrale di Krsko, a 130 chilometri in linea d'aria da Trieste: dall'impianto di raffreddamento fuoriesce del liquido. "E' stata attivata una procedura di spegnimento sicuro dell'impianto", rende noto l'Unione Europea. La situazione appare da subito sotto controllo: fonti della Nek, la società che gestisce la centrale, assicurano che non c'è stata alcuna fuga radioattiva nell'ambiente e lo stesso fa Bruxelles.

La procedura di spegnimento va avanti dalle 17.20 alle 22. A quel punto l'impianto non è più attivo ed è in condizioni "sicure". "Il reattore e il generatore non lavorano e non producono elettricità - riferisce un portavoce della Nek - Il prossimo passo sarà quello di riparare l'impianto e rimetterlo in condizioni di funzionare. Ma possiamo assicurare che l'incidente non ha avuto nessun impatto né sull'ambiente né sulla popolazione". Nei prossimi giorni, la Commissione europea potrebbe inviare dei tecnici sul posto per verificare la situazione.

Fino al momento in cui l'allarme rientra è tutto un susseguirsi di rassicurazioni. "Non c'è stata nessuna perdita nell'ambiente - dice un portavoce della Nek poco dopo la notizia dell'allerta lanciata dalla Ue - la fuoriuscita si è verificata all'interno della struttura del reattore. E' stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sarà ultimato entro questa sera. Allora sarà possibile ispezionare il sito per verificare la situazione".

"Non c'è rischio per la popolazione e per l'ambiente", afferma Maja Kocijancic, portavoce della presidenza di turno slovena dell'Ue, sottolineando che la perdita non è stata di materiale radioattivo ma di acqua.

Alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia non arriva nessuna richiesta. "Non è stata allertata neppure la Protezione civile slovena - dice Guglielmo Berlasso, direttore della Protezione civile della regione - con la quale siamo in costante collegamento. A quanto ne sappiamo deve esserci stata una perdita di potenza di un reattore della centrale di Krsko. Non sappiamo nulla di più". "Quando succedono simili incidenti - aggiunge Berlasso - c'è l'obbligo di comunicarlo ai Paesi della Comunità internazionale. Penso che non si debbano creare inutili allarmismi". La sala operativa della Protezione civile resta comunque attiva 24 ore su 24.

Viene immediatamente attivata anche la sala di emergenza dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Apat) collegata alla rete internazionale.
"Appena abbiamo ricevuto la comunicazione, intorno alle 18 - dice all'Ansa il direttore del dipartimento nucleare dell'Apat, Roberto Mezzanotte - abbiamo subito attivato la sala di emergenza. Al momento dalle comunicazioni non risultano perdite radioattive e non è nemmeno atteso un rilascio esterno".

In serata il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, comunica che nessuna traccia di radioattività è stata riscontrata nel capoluogo giuliano e a Muggia, le località più vicine al confine con la Slovenia. E anche il ministero della Salute assicura che non c'è alcun rischio di contaminazione in Italia.

L'incidente. Il sistema d'allerta dell'Ecurie (European Community Urgent Radiological Information Exchange) riceve un'informativa dalla Slovenia alle 17.38 ora italiana e la comunicazione viene trasmessa a tutti i 27 Stati membri dell'Unione.

I responsabili della centrale, situata nella regione sud-occidentale della Slovenia a circa 120 chilometri dalla capitale Lubiana, decidono di spegnere il reattore, la cui capacità alle 19.30 ora italiana è ridotta al 22%. Successivamente si apprende che la centrale viene fermata "per qualche ora", in modo da determinare le cause della fuga.

L'Ecurie è stato creato dall'Ue nel 1987, dopo la tragedia di Cernobyl. Entra frequentemente in azione ma è piuttosto raro che Bruxelles ritenga un incidente grave al punto da renderlo di pubblico dominio.
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merovingio

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #62 il: 05 Giugno 2008, 06:52:50 »
saremo sfigati...ogni volta che in Italia si parla di nucleare in Europa succede qualcosa.... :dontknow:

bepi cavaéta

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #63 il: 05 Giugno 2008, 08:03:02 »
saremo sfigati...ogni volta che in Italia si parla di nucleare in Europa succede qualcosa

Le vie della Provvidenza sono infinite!
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Hobbit

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #64 il: 05 Giugno 2008, 08:04:12 »
Non è una quetione di sfiga, ma di buon senso. Val la pena investire milioni di euro in centrali che vedrai tra una decina d'anni...se la popolazione te le farà costruire...la cui tecnologia attuale non è in grado di garantire una sicurezza massima? I problemi nelle varie centrali nucleari nel mondo sono costanti, solo poche volte vengon resi noti. Di sicuro potranno esser un affare certo solo per chi le costruisce e ancor di più se trova uno Stato che te le finanzi, casualmente l'Italia è sempre in prima fila nel primo come nel secondo ruolo.
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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #65 il: 05 Giugno 2008, 08:21:45 »
anche se condivido il ragionamento sui rischi, mi verrebbe da dire che manco i treni, le auto, il cibo, l'aereo...insomma nulla è sicuro al 100% eppure si va avanti, ci sono ovviamente cercando di migliorare l'efficenza e la sicurezza...

ps: manco l'asciugatrice in testa alla pagina...

Hobbit

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #66 il: 05 Giugno 2008, 08:30:08 »
Soo in caso di incidente nucleare le conseguenze sarebbero ben diverse anche perchè con l'iperurbanizzazione dove diavolo potranno mai costruire una centrale che abbia una propria isolatezza. Magari nei pochi territori incontaminati del nostro paese che giustamente avremo gioia nel piazzargli una bella centralina
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merovingio

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #67 il: 05 Giugno 2008, 09:18:27 »
vero anche questo...magari sul vesuvio...

tornando invece cinicamente ai numeri giusto per ragionare sulle grandezze e sulla sicurezza. ipotizzando una centrale in italia che subisca un incidente tipo cernobil (scritto come si legge e non come si scrive):
1) quanti morti ha prodotto?
2) quanti infermi ha creato?

Dalla data x giorno dell'incidente al reattore:
1) in italia quanti morti ci sono stati per incidenti d'auto?
2) quanti infermi?

Se i morti per incidenti e gli infermi (paralizzati o altro) fossero maggiori potremmo asserire che l'auto è più pericolosa di una centrale, danni ambientali esclusi ovviamente.

inoltre vorrei esternare il fatto che ho prenotato le ferie in croazia e la cosa mi angoscia sicuramente...se mi portano a tavola un branzino di 10 kg o se tornerò verde piuttosto che abbronzato avrò la certezza che non è stato detta tutta la verità...

Royal Moore

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #68 il: 05 Giugno 2008, 10:04:36 »
... se tornerò verde piuttosto che abbronzato avrò la certezza che non è stato detta tutta la verità...

più che altro dovrai sbrigarti perchè non avrai molto tempo per raccontarlo. :toothy3:
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

bepi cavaéta

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #69 il: 05 Giugno 2008, 10:55:04 »
Se i morti per incidenti e gli infermi (paralizzati o altro) fossero maggiori potremmo asserire che l'auto è più pericolosa di una centrale

Ma che discorso è? Mi sembra assolutamente privo di senso non considerare il concetto di densità del danno (abitanti/superficie) in relazione ad aree di pari dimensioni. Se vogliamo parlarne seriamente, comincerei a paragonare il numero di morti e infermi causati dalla radioattività nel raggio di 30Km da Chernobyl, con il numero di morti e infermi causati da incidenti stradali nel raggio di 30Km da San Donà!
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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #70 il: 05 Giugno 2008, 18:38:39 »
perchè fermarti ai 30 km? la nube arrivò fin qui...è chiaro che un incidente nucleare non crea danni solo nel sito in cui si trova. Se tutta la popolazione di uno Stato può aver timore del nucleare e non avendo in Italia centrali nucleari provo a fare un paragone del danno di cernobil (come si legge) con gli incidenti d'auto in Italia in questi 22 anni sempre che oggi capiti (sgrat sgrat) un altro incidente allo stesso reattore.

Lo so che è un paragone un pò così però potrebbe risultare che l'auto è più pericolosa della centrale come tra l'altro risulta esserlo più dell'aereo. La differenza sta che l'incidente nucleare capita una volta ogni x anni come non è così frequente l'incidente aereo ma quando capitano hanno un'impatto emotivo molto maggiore del dato del singolo incidente stradale.

Se si potesse sommare gli incidenti d'auto degli ultimi 22 anni magari il dato risultante potrebbe non essere così distante o inferiore del dato cernobil.

bepi cavaéta

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #71 il: 05 Giugno 2008, 19:31:05 »
perchè fermarti ai 30 km? la nube arrivò fin qui...

Perchè a questo punto non parliamo del numero di morti e infermi causati ogni anno in Africa da fame, guerre e AIDS? 30Km sono il limite teorico all'interno del quale una centrale in caso di incidente fa i maggiori danni, e dove saranno maggiori le proteste della popolazione. Perchè a parlare in generale son tutti capaci, ma poi un giorno da qualche parte bisognerà pur localizzarle queste centrali, e allora di proteste ce ne saranno eccome!

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micheleM

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #72 il: 05 Giugno 2008, 21:08:14 »
Perché non consideriamo che:
1000 morti + 1000 morti  = 2000 morti
1 rischio + 1 rischio = 2 rischi
?
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

ilviaggiatore

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #73 il: 06 Giugno 2008, 08:48:30 »
Perchè non consideriamo che tra un po' saremmo costretti all'energia razionata e alle candele al posto delle lampade, per via del costo dell'energia elettrica...

jean

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Re: Nucleare in Italia? Dio che ne scampi!!!!
« Risposta #74 il: 06 Giugno 2008, 10:51:35 »
Perchè non consideriamo che tra un po' saremmo costretti all'energia razionata e alle candele al posto delle lampade, per via del costo dell'energia elettrica...

si arriverebbe, finalmente, a una razionalizzazione nell'uso dell'energia. spero che questo momento arrivi presto (e nel frattempo spero di aver gia dei pannelli solari sul tetto)

se vi interessa
http://www.arpa.veneto.it/home/docs/Centrale_Nucleare_Krsko_4-6-2008.pdf

nota han notato valori diversi dal fondo ambientale... ma non significativi, quindi han notato qualcosa???

loro son piu' precisi:
http://www.arpa.fvg.it/index.php?id=97&tx_ttnews[tt_news]=44&tx_ttnews[backPid]=145&cHash=f30c283945

http://www.arpa.fvg.it/index.php?id=97&tx_ttnews[tt_news]=43&tx_ttnews[backPid]=145&cHash=5de5bdf92d
« Ultima modifica: 06 Giugno 2008, 10:55:05 da jean »