Quanto a unità non è che nel centro destra si brilli particolarmente. Tutti stanno facendo a gara per dimenticare quanto è successo negli ultimi sei mesi, quando anche nella casa delle libertà ne son volati parecchi di stracci. La coesione è stata ritrovata solo ora nel far cadere il governo Prodi, come dal fronte sinistro anche qui l'unione è stata contro qualcosa. Stride parecchio ora questa corsa al potere che ha unito FI AN e Lega dopo tutto quello che si son detti prima. Se da questo ne può uscire un qualcosa di rafforzativo per un futuro governo ho miei dubbi dato come si è anche tenuto in posizione terza Casini. La realtà è che questa potrebbe essere l'ultima chance per Berlusconi che, nel sicuro scontro con Veltroni, sta cercando di prendersi tutto il vantaggio possibile, visto l'ancor stato embrionale del PD. Da qualsiasi parte la si guardi, questa è l'ultima chiamata per il Cavaliere. Si dirà, i soliti sinistroidi che vedono in lui un nemico comune....Diciamo che se la nostra democrazia è bloccata molti dei demerti son suoi e dei suoi incredibili interessi che hanno intrecciato ogni possibilità soluzione, se si guarda bene ogni possibile riforma ha sempre un filo che confligge fatalmente con la sua persona ed anche le cose più condivise spesso son incappate in un suo veto. In altri paesi chi è in una posizione come la sua si metterebbe in secondo piano senza per questo scomparire, qui no la sua voglia di protagonismo è all'ennesima potenza e non è un caso che da quando è entrato in politica non un politico nuovo è riuscito a mettere in risalto la sua figura, non dico in Forza Italia, ma nemmeno nelle altre forze della casa delle libertà. Tanto che i sussulti di Fini e Casini ultimamente son stati dettati dalla ricerca di visibilità rispetto al capo. Non so dove l'ho letto ma c'è chi ha visto in Napolitano un nuovo Vittorio Emanuele III alle prese con una delle più gravi crisi italiane dello scorso secolo, l'evocare da parte del Cavaliere di possibili marce non è il massimo per uno che ambisce al ruolo di statista, nemmeno in un paese oramai prossimo al titolo di Repubblica delle Bananas