Autore Topic: Le Prossime Elezioni Politiche  (Letto 13448 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Hobbit

  • *****
  • Post: 2443
    • http://www.flickr.com/photos/bluestenyeyes/
Le Prossime Elezioni Politiche
« il: 08 Febbraio 2008, 11:53:22 »
Repubblica.it

Un terremoto nella politica
di MASSIMO GIANNINI


Financial Times: l'Inferno di Dante è la metafora migliore della politica italiana. Wall Street Journal: in Italia il caos è la normalità politica. I giudizi caustici e sarcastici della grande stampa internazionale, formulati in questi giorni sulla solita crisi di governo dei soliti spaghetti-boys, meritano una postilla critica.

Se di caos si tratta, non è certo "caos calmo". Stavolta si può parlare di "caos creativo". La campagna elettorale appena cominciata si apre con un autentico, e speriamo palingenetico terremoto. L'epicentro del sisma è il Partito democratico. La decisione di Veltroni di presentarsi da solo al voto del 13 aprile, ieri confermata all'unanimità dall'intero vertice del Pd, si è rivelata un formidabile moltiplicatore di semplificazione e di innovazione dell'intero sistema politico. A sinistra, il consolidamento della "vocazione maggioritaria" ha prodotto, con geometria quasi gramsciana, un immediato sovvertimento dei rapporti di forza. Non è più l'avanguardia riformista a dover subire gli impedimenti tattici e i condizionamenti programmatici della retroguardia radicale o della vecchia guardia centrista, come è successo in questi tormentatissimi due anni di governo Prodi. Stavolta è Rifondazione a dover inseguire ipotesi di accordo "tecnico" al Senato, e sono il Pdci e i Verdi a dover accelerare sulla Cosa Rossa per non sparire dal panorama della rappresentanza nazionale. Stavolta, mentre Mastella e Dini trasmigrano allegramente sull'altra sponda senza lasciare il briciolo di un rimpianto, sono Di Pietro e Boselli a dover immaginare punti di convergenza sulla piattaforma dei "democrats". È un cambio di fase straordinario. Appariva impensabile fino a poche settimane fa. E invece ora esiste, nella realizzazioni pratiche del "nuovo" centrosinistra e non solo nelle proiezioni oniriche di qualche suo leader.

Ma la svolta autonomista del Pd non ha terremotato solo la sinistra. Da ieri, il sisma attraversa con la stessa intensità anche l'altra metà campo del centrodestra. Anche qui si verifica un'inversione di ruoli mai vista prima. Stavolta è Berlusconi che deve inseguire, e non più tirare la volata. La discussione su una possibile lista unitaria dei tre partiti maggiori della ex Cdl, Forza Italia, An e Udc, federati con la Lega, apre anche a destra scenari inediti e promettenti. Costringe il Cavaliere a tornare a far politica, e a riprendere in mano, con una variante più realistica, la marinettiana "rivoluzione del predellino" che aveva inventato due mesi fa a Piazza San Babila. Stavolta, chiedendo ai suoi alleati ritrovati di fare oggi quello che Ds e Margherita avevano fatto oltre due anni fa. Non si tratta ancora di fondare un partito unico, ma di avviare intanto un processo di convergenza, che semplifica il quadro elettorale e avvicina le forze moderate più affini sul piano culturale.

Non sappiamo ancora se il tentativo berlusconiano sarà coronato dal successo: come dimostrano i tumultuosi quindici anni della sua biografia politica e personale, l'uomo cambia idea quasi ogni giorno, e Casini si conferma un figliol prodigo straordinariamente generoso, ma anche particolarmente geloso del suo "marchio". Allo stesso modo, non sappiamo affatto se il tentativo veltroniano sarà coronato dal successo: i sondaggi premiano il cammino "solitario" avviato dal Pd, ma la distanza da colmare è ancora molta, e soprattutto si fa fatica a credere che il nuovo partito, non coalizzato a sinistra, possa raggiungere la maggioranza dei consensi contro un'alleanza di destra comunque coalizzata.

Ma intanto una cosa è sicura. Grazie alla scelta quasi temeraria di Veltroni, alle elezioni del 13 aprile gli italiani potrebbero trovare nell'urna una scheda che offre da una parte un unico partito riformista che si candida a governare da solo, dall'altra una lista unica moderata che riunisce tre simboli diversi. È un grande passo avanti. Una prima risposta, autoprodotta dal sistema politico, contro i suoi stessi vizi consolidati in questi decenni: la frammentazione partitocratica, la partenogenesi delle nomenklature, la conflittualità permanente tra le coalizioni, la ricerca di visibilità dei singoli.

Il processo è solo agli inizi. Ma al di là dei sondaggi, quello che sta accadendo è già sufficiente a considerare una felice intuizione il progetto del Partito democratico. È già sufficiente a giudicare lungimirante la strategia di chi lo ha lanciato più di tre anni fa, cioè Prodi e D'Alema, e di chi lo ha realizzato oggi, cioè Veltroni. Il verdetto elettorale sarà quello che sarà. Ma una nuova storia è già cominciata. "Si può fare": e stavolta non è solo vuota retorica.
Luce che cerca Luce ruba Luce alla Luce
http://www.flickr.com/photos/bluestenyeyes/

Hobbit

  • *****
  • Post: 2443
    • http://www.flickr.com/photos/bluestenyeyes/
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #1 il: 08 Febbraio 2008, 11:56:46 »
Corriere.it

IL PD E LA SCELTA DI ANDARE SOLO
La costrizione provvidenziale
di Paolo Mieli


La scelta del Partito democratico di presentarsi da solo alle prossime elezioni politiche non va tenuta nel conto di un espediente. È un fatto, certo, che se la coalizione di centrosinistra si fosse riproposta tal quale si era presentata nel 2006, l'esito sarebbe stato per lei disastroso. E questa catastrofe, va detto, si sarebbe avuta non già per la prova del governo Prodi che, anzi, nelle condizioni date ha offerto una prestazione di tutto rispetto. L'esito per il centrosinistra sarebbe stato molto negativo proprio per le «condizioni date» e cioè per la conclamata indisponibilità di micropartiti e piccole correnti a farsi carico della logica di coalizione, ovvero del rispetto del principio di maggioranza all'interno della coalizione stessa. Walter Veltroni, dunque, non poteva presentarsi alla guida di un partito legato a soci indisciplinati oltreché inaffidabili ed è costretto, sì costretto a correre in solitudine.
Ma, a questo punto della storia della sinistra italiana, si tratta di una costrizione provvidenziale che lo obbliga a tagliare con un colpo netto un nodo che altrimenti sarebbe rimasto ancora a lungo aggrovigliato. Di che cosa stiamo parlando? Dal 1861, dalla formazione del nostro Stato unitario, anche prima della nascita e dell'affermazione del Partito socialista, in Italia la sinistra di governo fu quella di ex adepti del movimento garibaldino e mazziniano (adepti di rango: Agostino Depretis, Giovanni Nicotera, Francesco Crispi) che lasciavano dietro di sé nel territorio di provenienza, un campo antisistema, parte consistente della loro legittimazione. L'identità forte restava appannaggio dei loro compagni rimasti sul terreno della radicalità: ai transfughi rimaneva un' identità dimidiata, la necessità di attestare di continuo una qualche fedeltà agli ideali di un tempo, l'obbligo morale di proporre misure in cui credevano poco, solo per dimostrare al loro elettorato potenziale rimasto fuori dal sistema di appartenere ancora a una stessa famiglia. E per avere libertà di manovra nella complicata arte del governo toccò loro, alla sinistra storica, persino di elevare a dottrina il trasformismo (1882).
Le questioni legate alla figura del transfuga che si stacca dal ceppo d'origine si proposero anche fuori dai nostri confini, ad esempio per Alexandre Millerand, il primo socialista francese che nel 1899 entrò nel governo di difesa repubblicana presieduto da Waldeck-Rousseau. Ma presto i socialisti di Francia vennero a capo di questo problema, dopo appena quindici anni, allorché nel corso della prima guerra mondiale — con Jules Guesde e Marcel Sebat in rappresentanza dell'intero partito — entrarono nel governo (di grande coalizione) presieduto da Viviani. In quegli stessi giorni i laburisti inglesi facevano il loro ingresso nei gabinetti (anche questi di coalizione) di Asquith e Lloyd George. E subito dopo la Grande guerra i socialdemocratici tedeschi Ebert e Scheidemann guidarono i primi governi della Repubblica di Weimar. In altre parole i socialisti dell'Europa più avanzata già all'inizio del Novecento, prima o a ridosso della Rivoluzione d'ottobre, si addossarono responsabilità ministeriali dandosi — in conformità all'occasione — una salda identità via via sempre più riformista.
Da noi le cose andarono diversamente. I primi socialisti che andarono al governo, Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi nel 1916, lo fecero anche loro da transfughi alla guida di una piccola formazione scissionista che si era staccata dal Psi quattro anni prima. E dopo il conflitto Filippo Turati, pur avendo capito fino in fondo che cosa si dovesse fare, non riuscì a divincolarsi per portare il suo partito in un gabinetto che grazie alla forza dei socialisti avrebbe potuto sbarrare la strada al movimento mussoliniano. Poi fu il ventennio dei fascismi e della stringente logica per cui i socialisti europei furono costretti ad aderire ai fronti popolari, cioè all'alleanza con i comunisti. Ma, finita la seconda guerra mondiale, i laburisti inglesi di Attlee, i socialisti francesi di Guy Mollet e Ramadier, quelli tedeschi di Schumacher ruppero subito con i comunisti staliniani riprendendo con ciò la loro identità originaria e con essa la via del governo. In Italia no. I socialisti nostrani ancorché (particolare non irrilevante) nel 1946 fossero il primo partito della sinistra italiana restarono, unici nell’Europa democratica, avvinghiati al Pci in un legame frontista. Si staccò, è vero, nel 1947 Giuseppe Saragat ma il suo piccolo partito socialdemocratico, come già era stato per Bonomi e Bissolati, portò con sé una parte infinitesimale della sinistra che pressoché al completo rimase egemonizzata dal Pci nel campo della radicalità antisistema. E quando negli Anni Sessanta i socialisti di Pietro Nenni andarono finalmente al governo, il grosso dell’elettorato (con annessa l’identità vera della sinistra italiana) restò con il Pci all’opposizione. Insomma qui in Italia non è mai accaduto che il principale partito della sinistra si mettesse nelle condizioni di candidarsi davvero a governare— con un programma coerente di riforme coraggiose sì ma compatibili —al riparo da veti e intrusioni da parte di entità politiche collocate su posizioni estreme. Mai.
L’unità nazionale (1976-1979) fu altra cosa e neanche l’Ulivo prodiano — che pure è stato il progenitore del Partito democratico — può essere considerato qualcosa di simile ai confratelli socialisti europei che dall’inizio del secolo scorso hanno avuto (ed esercitato in prima persona) responsabilità di governo. Se non altro perché l’Ulivo non si è mai candidato a governare libero da ipoteche di sinistra. Oggi, per la prima volta dopo centoquarantasette anni, questo accade anche da noi. E grazie al fatto che Rifondazione mostra di aver ben compreso — pur non facendolo proprio — il senso di questa evoluzione, il divorzio della sinistra riformista da quella massimalista e rivoluzionaria avviene in un clima che si può definire di separazione consensuale.
Quello che sta accadendo al Partito democratico (sempre che Veltroni riesca a tenere duro al cospetto delle irragionevoli obiezioni di alcuni dei suoi) è qualcosa che va al di là di ciò che si deciderà il 13 e 14 aprile. Se il suo partito uscirà consacrato da un risultato abbondantemente superiore al 30 per cento, anche in caso di sconfitta potrà dispiegare una politica potente in grado di dare frutti molto prima di quanto si pensi. È vero che la Casa delle libertà al nastro di partenza per la corsa del 13 aprile ha maggiori e non immeritate chances di vittoria ma è vero altresì che la coalizione berlusconiana è in grande ritardo sulla via della formazione di un partito unico. E questo, agli occhi di chi come noi ha a cuore la stabilità e la funzionalità del sistema politico italiano, peserà. Silvio Berlusconi è ancora in tempo per dare un’accelerazione a questo progetto che ha sempre dichiarato essere il suo. Se lo facesse questa sarebbe una seconda positiva sorpresa che darebbe un carattere storico a questa campagna elettorale.
Luce che cerca Luce ruba Luce alla Luce
http://www.flickr.com/photos/bluestenyeyes/

ABETE

  • *****
  • Post: 1343
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #2 il: 08 Febbraio 2008, 17:53:29 »
Secondo voi chi vincera queste elezioni ? E' ancora presto per dirlo... .Alla fine vinca il migliore  come dice un detto .

merovingio

  • *****
  • Post: 2847
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #3 il: 08 Febbraio 2008, 18:12:00 »
chi sa se c'è il migliore a dire il vero...poi che vinca il centro destra è al momento abbastanza probabile ma certo non scontato...ogni giorno viene fuori una novità...

angelo

  • *****
  • Post: 2336
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #4 il: 08 Febbraio 2008, 21:16:52 »
Un segnale che le elezioni sono vicine
Comune di San Donà di Piave - Contributi concessi con delibere  di Giunta Comunale n. 401 / 429 / 432 - Dicembre 2007
 
In euro
     
Circolo Musicale Segattini
 10.000
 attività 2007
 
Ziogando inte a strada
 4.300
 manifestazione del 3.09.07
 
Club Bianco Celeste
 2.890
 veglioncino bambini  del 5.02.080
 
Associazione Naz.Le Bersaglieri
 2.500
 Befana 2008
 
Coro Monte Peralba
 2.000
 attività 2007 per 40° attività
 
Pro Loco
 1.600
 Natale 2007
 
Istituto Nievo
 1.000
 iniziative per il giorno della memoria
 
Accademia Musica e Danza
 700
 concerto del 15.12.07
 
Parrocchia San Donato
 700
 Sagra Fiorentina
 
Scuola paritaria San Luigi
 690
 Visita al Parco alberi parlanti
 
Comitato Festeggiamenti Passerella
 500
 attività 2007
 
Circolo Noi al Confine
 500
 Sagra Cittanova
 
Gruppo Amicizia 91
 500
 Festa dea Casera
 
Lega Italiana protezione uccelli
 500
 Rassegna Diaporama
 
C.F.P. S.Luigi
 500
 Iniziative per 50° anniversario
 
Parrocchia Chiesanuova
 400
 sagra paesana
 
Comitato festeggiamenti Isiata
 300
 sagra paesana
 
Parrocchia Grassaga
 300
 Madonna della Cintura
 
Centro Civico Fiorentina
 300
 attività 2007
 
"Insieme si Può" Tessère
 200
 Befana: 3 - 6 gennaio 2008
 
     
Totale somme deliberate
 30.380
 per 20 beneficiari
 

merovingio

  • *****
  • Post: 2847
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #5 il: 09 Febbraio 2008, 10:08:02 »
scusami angelo, credo che tu abbia postato nel tread sbagliato. inoltre tutti gli anni vengono rilasciati dei contributi ai vari organismi...

reginald dwight

  • *****
  • Post: 2979
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #6 il: 09 Febbraio 2008, 10:17:02 »
però è stato interessante sapere che vengono dati 2.500 euro ai bersaglieri.....
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

merovingio

  • *****
  • Post: 2847
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #7 il: 09 Febbraio 2008, 10:26:52 »
certo che è interessante, come è interessante ciò che fanno in città e in rappresentanza per la città...come tutte le istituzioni che beneficiano di tale contributi...solo che spesso per disinteresse non ci si informa!

angelo

  • *****
  • Post: 2336
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #8 il: 09 Febbraio 2008, 11:19:45 »
No,no il sito è quello giusto.
C'è qualcuno che mi vuol spiegare i 2890 euro al Club Biancoceleste per il veglioncino dei Bambini ( con entrata a pagamento)
Tutti sappiamo chi è il Presidente e l'indirizzo della sede.
E' possibile conoscere il bilancio della passata edizione?
Quali iniziative istituzionali ha proposto il club biancoceleste a favore dell'A.C. SANDONA'1922 in questi anni? Abbonamenti,raccolta pubblicità,sponsorizazzioni. aiuti al settore giovanile, tifo organizzato, trasferte per sostenere la squadra,premiazioni a fine stagione?
Queste  erano le finalità costitutive del Club sorto all'epoca della Presidenza Agnoletto.
P.S. Concordo con Fudonauta che nell'elenco ci sono tante associazioni che operano per il bene della nostra città. A queste è stata l'elemosina Quello che non va è inserire qualche contributo molto "targato"  in mezzo agli altri.
« Ultima modifica: 09 Febbraio 2008, 11:36:13 da angelo »

micheleM

  • *****
  • Post: 3251
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #9 il: 09 Febbraio 2008, 11:52:02 »
Pare che ci siano anche diversi contributi dati senza essere richiesti.
Ora indago.  ;)
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

Stanza 237

  • Assistenza tecnica
  • **
  • Post: 2248
    • Partito Democratico di San Donà
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #10 il: 09 Febbraio 2008, 12:17:39 »
Bah, non mi pare sconvolgente quella lista...
Sono comunque contributi di medio-piccola entità...
Ci sono stati finanziamenti ben più scandalosi...

Hobbit

  • *****
  • Post: 2443
    • http://www.flickr.com/photos/bluestenyeyes/
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #11 il: 09 Febbraio 2008, 12:38:23 »
Il Club Biancoceleste è nato molti anni prima, comunque è vero che praticamente è legato a stretto filo ad unico politico della maggioranza e questo inevitabilmente le gioca contro. Di quel contributo del resto ne abbiamo parecchio parlato negli anni passati.
Luce che cerca Luce ruba Luce alla Luce
http://www.flickr.com/photos/bluestenyeyes/

Royal Moore

  • *****
  • Post: 5027
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #12 il: 09 Febbraio 2008, 12:50:39 »
Stavo pensando che quest'anno faccio i cinquant'anni di attività, forse danno qualcosa anche a me.... devo provare a chiedere... :-\
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

angelo

  • *****
  • Post: 2336
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #13 il: 09 Febbraio 2008, 21:08:25 »
Sono preoccupato per il fratello del Ministro Verde Pecoraro Scanio.
Così giovane e giè in pensione!

angelo

  • *****
  • Post: 2336
Re: Le Prossime Elezioni Politiche
« Risposta #14 il: 10 Febbraio 2008, 11:01:50 »
Grave caso di coscienza nell'UDC: abbondonare Cuffaro per passare a Dell'Utri?.
Tutti hanno scelto Dell'Utri lasciando solo Casini che ha dovuto penosamente far marcia indietro e assumere una posizione molto angolare di fronte alla fuga di tutti i capibastone del partito.Posti sicuri per almeno cinque anni e alle oriche i valori ideali.
Di fronte a questo comportamento bisogna rivalutare lo stile Mastella che da subito ha concordato dal notaio 5 senatori e 10 deputati.
A San Donà di Piave sono tutti in ritiro ad imparare l'inno di Forza Italia.